L'olivo. Ecologia agricola.
L'olivo. Ecologia agricola.
Tutti i popoli che si
sono trovati in zone ove l'olivo prospera,hanno attribuito a
questa pianta le
qualità più preziose e l'hanno anche usata come simbolo di pace.
Ancora oggi nella
tradizione cristiana l'olivo è un segno di fede e di fratellanza.
La considerazione in
cui è tenuto l'olivo è certo giustificata:questa pianta ci offre
uno dei prodotti più
saporiti e nutrienti della nostra mensa:l'olio. Inoltre esso è
una pianta umile e
generosa:può vivere anche di poco,cresce persino sulla roccia
quasi nuda;l'unica
condizione indispensabile per la sua vita è che il clima non sia
mai eccessivamente
freddo. La patria d'origine dell'olivo è l'Asia Minore,dove
tutt'oggi esistono
vaste foreste di olivo selvatico spontaneo. Probabilmente la
pianta venne introdotta
dall'Asia Minore in Grecia,e da questo paese si diffuse poi
in tutto l'Occidente.
L'olivo è una pianta tipicamente mediterranea;cresce infatti
in tutta o quasi tutta
la larga fascia litoranea che fiancheggia questo mare. In
Italia raggiunse una
diffusione eccezionale;infatti si spinge fino a 46°di latitudine,
sui laghi di Garda,di
Iseo e di Como. L'olivo viene anche coltivato in America
(in California) e in
Australia.
La pianta.
L'Olea Sativa è
la specie coltivata. E' un albero dalla chioma sempreverde che si
innalza
da 5 a un massimo di 15-20 m dal suolo. Il suo tronco,specie alla
base,
presenta
dei rigonfiamenti che prendono il nome di ovuli;su
di essi spuntano dei
rametti,i
polloni,che vengono
regolarmente asportati ogni anno,almeno che non
servono
per il rinnovamento della pianta ormai invecchiata;in questo caso
l'ovulo
viene
tagliato e interrato. L'olivo è una delle piante più longeve;dà
una produzione
stabile
al 15 anno di vita e rimane attivo anche per alcuni secoli.
Le foglie.
Le
foglie dell'olivo si rinnovano ogni 2-3 anni. Esse sono lanceolate e
coriacee,
inserite
sul ramo in posizione opposta. La loro pagina inferiore,di colore
argenteo,
è
coperta di minutissimi peli che,proteggendola,impediscono così
un'eccessiva
traspirazione.
I fiori.
I
fiori dell'olivo sono riuniti in infiorescenze a grappolo. Sono
bianchi e profumati
e
soltanto 1 o al massimo 3 riescono a divenire frutti. I fiori
crescono sui rametti
dell'annata
precedente e nascono all'ascella delle foglie,cioè nel punto di
inserzione
delle
foglie stesse sul ramo.
Il frutto.
Con
la fecondazione,l'ovario del fiore si ingrossa e forma il frutto
(l'oliva). Esso è,
come
la ciliegia e la susina,un frutto carnoso a nocciolo,chiamato drupa.
Dapprima
è
verde e duro,con la maturazione invece diventa molle e prende una
colorazione
nera o
rossastra a seconda della varietà.
La raccolta.
La
raccolta delle olive viene effettuata da settembre a novembre. Le
olive da tavola
si
raccolgono acerbe,quelle da olio sono tolte dalla pianta al giusto
punto di
maturazione.
La raccolta delle drupe è un'operazione che deve essere fatta con
precauzione;le
olive sono infatti delicatissime,basta poco perché si ammacchino o
marciscono.
Solitamente vengono prese direttamente dai rami,a mano,una per una,
oppure
si fanno cadere scrollando l'albero;in questo caso si stendono per
terra dei
teli,in
modo che i frutti raccolti non vengano a contatto con la terra. Il
quantitativo
di
olive che si può ricavare da una pianta in 1 anno può andare da 5
kg a 50 kg e
oltre.
Vi sono anche piante eccezionali che danno 100 e 150 kg di frutti.
L'estrazione dell'olio.
I
moderni sistemi di estrazione dell'olio hanno molti vantaggi rispetto
a quelli antichi:
la
celerità,il maggior rendimento e il minor costo;non hanno,quasi
mai,quello della
bontà
e della purezza del prodotto. Il miglior olio dal punto di vista
della finezza è
quello
che viene lavorato,quasi sempre per uso familiare,nelle fattorie
della
campagna
pisana e di quella lucchese. Le mille cautele con cui si raccoglie
dapprima
il frutto e poi lo si spreme danno un prodotto altrettanto genuino
quanto,
però,costoso.
Quello prodotto dagli oleifici e destinato quindi alla produzione su
scala
industriale viene ottenuto da olive che non sono completamente mature
ed è
spesso
trattato con sostanze chimiche che lo rendono chiaro di colore,poco
grasso e
per
nulla odoroso. Del resto questo tipo di olio è ormai richiesto dalla
maggioranza
dei
consumatori,specialmente da quelli settentrionali (nel
Nord-Europa,quei pochi
che
usano olio d'oliva lo vogliono addirittura incolore).
L'olio d'oliva.
L'olio
d'oliva naturale è tra tutti gli oli commestibili il più apprezzato
nel campo
alimentare.
Esso è facilmente digeribile:per la sua particolare natura di grasso
molto
simile a quello umano;per la presenza in esso di sostanze aromatiche
eccitanti
l'appetito e le secrezioni digestive. L'olio contiene importantissimi
elementi
per
la nutrizione umana:vitamine e fermenti. Cento
grammi di olio contengono 99 g
di
grassi ed equivalgono a circa 900 calorie.
Produzione mondiale.
Il
primato mondiale della produzione dell'olio d'oliva è tenuto
dall'Italia (5.640.000
quintali
nel 1971),seguita dalla Spagna (4.150.000 quintali),dalla Grecia (2
milioni
e
10.000 quintali),dalla Tunisia (1.600.000 quintali) e dalla Turchia
(800.000
quintali).
Nel 1971 la produzione mondiale fu di 16.260.000 quintali.
Qualità di olive.
Le
olive si distinguono in 2 principali varietà:da olio e da tavola
(Oliva ascolana,
Oliva
di S. Caterina ecc).
Qualità di oli.
Sopraffino
vergine (acidità massima 1,2%)
Olio
fino d'oliva (acidità massima 2,50%)
Olio
d'oliva comune (acidità massima 4%)
Quanto olio si ricava dalle olive?
In
media da 100 kg di olive si ottengono 20-25 kg di olio. Il residuo
solido della
spremitura,detto
sansa,è circa il 40%
in peso delle olive lavorate. La sansa può
venire
trattata con solventi chimici e dare ancora olio per un 10% del suo
peso;
oppure,dopo
essere stata privata dei residui duri dei semi,può essere usata come
mangime
per bestiame.
Classificazione dell'olivo.
Sottospecie:
Sativa
Specie:
europaea
Genere:
Olea
Famiglia:
Oleacee
Ordine:
Ligustrali
Classe:
Dicotiledoni
Sottodivisione:
Angiosperme
Divisione:
Fanerogame
Sottoregno:
Cormofite
Regno:
Vegetale

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