Carlo VIII di Francia. Storia medioevale.



Carlo VIII di Francia. Storia medioevale.

Per i Francesi la conquista dell'Italia,compiuta da Carlo VIII nel 1494,fu più
importante della scoperta dell'America,avvenuta 2 anni prima. La scoperta
dell'America fu infatti,almeno in primo tempo,a solo beneficio della Spagna,invece
la “scoperta dell'Italia” rivelò ai Francesi le meraviglie dell'arte e del pensiero
del nostro Rinascimento. In quegli anni l'Italia era forse il Paese più prestigioso
d'Europa. Gli italiani del Rinascimento,amanti delle arti e delle lettere,abilissimi
artigiani e banchieri,non erano però riusciti a trovare la concordia e a costituire
un'unità territoriale. La Penisola era infatti suddivisa in numerose Signorie spesso
in lotta tra loro. Il principe di Milano Ludovico il Moro invitò addirittura il re di
Francia Carlo VIII a scendere in Italia in suo aiuto.

La vita di Carlo VIII.

Carlo VIII,figlio di Luigi XI,era nato ad Amboise in Francia il 30 giugno 1470. Da
giovane era debole e malaticcio. Il padre,tutto preso dagli affari di Stato,non si
preoccupò dell'educazione del proprio figlio:Carlo pensava soltanto a divertirsi.
Gli svaghi preferiti del piccolo principe erano la caccia e la lettura di romanzi
cavallereschi. Quando Luigi XI morì,Carlo aveva solo 13 anni. Troppo giovane per
governare,fu assistito nei primi anni di regno dalla sorella Anna di Beaujeu;solo
quando compì i suoi 20 anni prese in mano le redini del governo. Carlo VIII sognava
di compiere grandi imprese:la sua maggiore ambizione era quella di conquistare
l'Italia. Egli giustificava questa sua aspirazione con il pretesto di essere discendente
degli Angioini francesi che un tempo avevano governato nell'Italia meridionale.
Infatti il 22 agosto 1494 l'esercito francese iniziava la sua marcia:il 2 settembre
passava le Alpi al valico del Monginevro e il 9 entrava in Asti dove,a causa di una
malattia del re si fermò per circa 1 mese. Passato da Milano,dove si era incontrato
con Ludovico il Moro,Carlo VIII iniziò la marcia lungo la Penisola raggiungendo
Piacenza,Pontremoli e quindi Sarzana. Qui esisteva un grande castello dei Fiorentini
e Carlo vi pose l'assedio. Il principe Piero de' Medici di Firenze,anziché mandare
rinforzi,mandò una delegazione per trattare la resa. Oltre a Sarzana,furono caduti ai
Francesi altri castelli e intere città,come Pisa e Livorno. Carlo VIII entrò quindi a
Firenze,poi passò per Siena e Viterbo e,sempre senza combattere,entrò in Roma.
I signori italiani,timorosi,non osarono opporre resistenza,gli lasciarono libero il
passaggio attraverso i loro territori. Proseguendo nella sua marcia,Carlo VIII
raggiunse Napoli il 22 febbraio 1495,mentre il re Ferdinando si rifugiava nell'isola
d'Ischia. Non erano ancora passati 5 mesi dalla sua partenza da Asti! La campagna
d'Italia di Carlo VIII non fu altro che “una passeggiata militare”. I contemporanei
la chiamarono “la guerra del gesso” perché si diceva che i Francesi per conquistare
l'Italia avevano consumato soltanto....del gesso,per segnare le case dove dovevano
alloggiare i soldati. Giunto a Napoli,il re dovette però lasciare l'Italia,perché contro
di lui si era formata una lega di Stati Italiani (Venezia,Milano,il Papato). L'esercito
francese risalì velocemente la Penisola e subì uno scontro con l'esercito della lega
a Fornovo (presso Parma) il 6 luglio 1495. Carlo VIII ritornò quindi in Francia. Tre
anni dopo,il 7 aprile 1498,in seguito a un incidente,apparentemente banale (aveva
urtato violentemente la testa contro una porta),egli moriva,dopo alcune ore di agonia.

Il ritratto di Carlo VIII.

Carlo VIII era piccolo di statura e piuttosto brutto d'aspetto. Non era molto intelligente,ma ambizioso,avido di divertimenti e di avventure. La guerra d'Italia non
gli procurò molta gloria,ma...parecchio denaro. Egli ricorreva ad ogni mezzo per
arricchirsi:dai prestiti non restituiti all'usura,alle imposizioni,ai furti. Si dice che una
volta,mentre si trovava in Piemonte,non esitò a farsi consegnare da due nobili
signore i loro gioielli e li vendette per ottenere denaro sufficiente con cui pagare i
suoi soldati. A Firenze chiese indennità tanto elevate da provocare la famosa reazione
di Pier Capponi. Riuscì però ugualmente a ottenere la somma di 120.000 ducati.

Da Napoli portò via opere d'arte,tra le quali una porta di bronzo di Castel Nuovo.

Commenti

Post popolari in questo blog

La Centrale Idroelettrica.

I pesci abissali. Zoologia marina.

Perché si dice avere il cappello sulle ventitré.