I muschi. Ecologia ambientale.
I muschi. Ecologia ambientale.
A creare la bellezza
dei boschi e delle foreste contribuiscono non solo gli alberi
maestosi come il
faggio,il pino,la quercia e il castagno,non solo le erbe e i fiori
dalle corolle vivaci,ma
anche le umili piante prive di fiori (Crittogame). Fra
queste le più diffuse
sono i muschi. Che c'è di più bello che trovare nel bosco le
rocce e le ceppaie
coperte dalla morbida “coltre” di muschio? Le asperità e i
dislivelli del suolo si
smorzano sotto l'ondulata copertura che mostra tutti i toni
del verde. Che c'è di
più bello che posare la mano su quei folti e freschi cuscinetti?
Ma i muschi non sono
soltanto un simpatico ornamento del sottobosco;essi si
rendono anche utili
assorbendo e trattenendo l'acqua piovana;funzionano insomma
come delle grandi
spugne. Numerose esperienze hanno stabilito che 1 mq di muschio
della specie “Mnium
undulatum” trattiene quasi 3 litri d'acqua. Se si pensa alle
estesissime zone delle
pendici montane occupate dai muschi,si può immaginare
l'enorme quantità di
acqua trattenuta durante le piogge. Così viene diminuito il
dilavamento,ossia
l'asportazione dell'humus dal terreno forestale,provocata dallo
scorrere delle acque e
diminuisce il pericolo di frane e scoscendimenti.
Classificazione.
Se stacchiamo una piccola
zona di muschio e la osserviamo da vicino,ci accorgiamo
che essa è formata da un
numero grandissimo di esili e graziose piantine. Il muschio,
dunque,per quanto sia di
dimensioni modeste (è alto generalmente solo qualche
centimetro),avendo un
fusto,dalle foglioline e dagli organi simili alle radici,
appartiene al gruppo delle
Cormofite,lo stesso del quale
fanno parte gli alberi alti e
possenti
alle cui radici esso sta spesso abbarbicato. Le Cormofite più
semplici
formano
la divisione delle Briofite;a
questa appartiene la classe dei Muschi.
Alcuni tipi di muschi.
Polytricum
commune. E'
uno dei più diffusi;si trova sopratutto nei boschi di abeti.
Può raggiungere l'altezza di 50 cm.
Mnium
undulatum. Ha
le foglie molto grandi e i filamenti raccolti a ciuffo sulla
sommità della pianta.
Funaria
hygrometrica. Il
“filamento” della funaria,se l'aria è secca,rimane ben
teso,se l'aria è umida,si avvolge a spirale. Ecco il
motivo del suo nome;”hygrometrica”,infatti,significa:misuratrice
dell'umidità.
Mnium
affine. E'
diffuso sulle pareti ruvide dei muri campestri.
Le piantine del muschio.
Perché
le piantine del muschio non crescono mai isolate ma stanno così
vicine l'una
all'altra?
Perché,unite fino a formare dei compatti cuscini,possono meglio
conservare
l'umidità
dalla quale traggono il loro nutrimento. Abbiamo visto che queste
piantine
non
hanno delle vere radici con le quali addentrarsi nel terreno e nelle
fenditure
della
roccia in cerca di sostanze nutritive;le loro “rizine”
sono in grado,soltanto,
di
assorbire le acque piovane che bagnano la superficie alla quale
aderiscono. Da
ciò
la necessità,per i muschi,di unirsi in gran numero,per formare un
corpo spugnoso
che
conservi l'umidità il più a lungo possibile. Dopo un lungo periodo
di siccità è
possibile
vedere,sui muri delle costruzioni di campagna,ciuffi di muschio
rinsecchiti,
di
colore giallastro;le piantine sono piegate,le foglioline tutte
accartocciate,ma essi
hanno
una tale vitalità che basta solo poche gocce di pioggia per farli
rinverdire.
Un muschio luminoso.
A chi
entra in una grotta naturale o artificiale,può accadere,nella
penombra,di vedere
sulle
pareti delle macchie luminescenti;man mano che l'occhio si abitua
alla semi
oscurità
le macchie si fanno più vivide,rivelando un magnifico color verde
dorato.
Allora
il visitatore è invogliato a toccare queste zone luminose,ma non
sente altro
che la
roccia umida. A che cosa è dovuto lo strano fenomeno? Si tratta dei
filamenti
germoglianti
dalle spore di un muschio. Essi sono formati da numerosissime cellule
tondeggianti
le quali funzionano come catarifrangenti. Ciascuna cellula raccoglie
un
poco della scarsa luce che giunge dall'imbocco della caverna
e,comportandosi
come
una lente,la concentra su pochi cloroplasti verdi che contiene;la
clorofilla
contenuta
nei cloroplasti potrà così svolgere la propria funzione. La
luce,intanto,
attraversando
la cellula,subisce una rifrazione e viene rinviata colorata e
moltiplicata.
I muschi delle vette.
I
muschi del genere Grimmia raggiungono
grandi altezze coprendo le rupi di cuscinetti nerastri. Si trovano
muschi anche a 4559 m,sulla Punta Gnifetti del Monte
Rosa.
Come si riproducono i muschi.
Osserviamo
la riproduzione di un Polytricum.
In
estate i fusticini di muschio
portano
alla sommità un filamento,che sostiene una piccola capsula,l'”urna”.
L'urna
è chiusa da un piccolo coperchio,l'”opercolo”,ed
è sormontata da un curioso
cappelluccio
a punta:la “cuffia”.
Nell'urna
sono racchiuse le “spore”.
Quando
queste
sono mature,l'urna si piega,la cuffia e l'opercolo si
staccano e le spore,cadendo,
vengono diffuse dal vento. Se la spora è caduta su un
terreno adatto,al principio
dell'estate seguente germina producendo dei filamenti
ramificati,dai quali spuntano
numerose piantine recanti una “rosetta” di foglie.
Queste piantine sono di 2 tipi
diversi:alcune recano,nella rosetta,dei corpuscoli
microscopici capaci di spostarsi
nei liquidi,per mezzo di ciglia;le altre sono munite di
organo capace di accogliere
corpuscoli. Nei giorni in cui il ciuffo di muschio è
impregnato d'acqua,i corpuscoli
lasciano la loro piantina e,se raggiungono una piantina
di altro tipo,penetrano nella
cavità predisposta. Dalla piantina così
fecondata,spunterà il filamento recante l'urna.
In questo modo riprenderà il ciclo. Perché il muschio
possa dunque riprodursi è
necessario che sia coperto da un velo d'acqua,nel quale
i corpuscoli cigliati (che
possiamo chiamare il “polline” del muschio) possono
spostarsi. Questo spiega
perché il muschio cresce presso le sorgenti o lungo il
corso di ruscelli.

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