Le macchine belliche dei Romani.
Le macchine belliche dei Romani.
Uno degli assedi più
memorabili della storia antica fu quello posto a Cartagine dalle
legioni romane. Per 4
anni,e cioè dal 149 al 146 avanti Cristo,i Cartaginesi seppero
resistere a tutti i
poderosi,e ripetuti assalti degli assedianti. La gloria di aver
espugnato Cartagine spetta
a Scipione l'Emiliano. Nessuno può togliere a questo
condottiero romano il
merito di aver saputo condurre l'assedio con grande abilità.
Bisogna riconoscere però
che la vittoria gli arrivò perché egli si servì di un
imponente spiegamento di
macchine da guerra. Quali erano le macchine belliche
usate dall'esercito
romano? Come venivano utilizzate durante l'assedio? Da quanto
ci è stato riferito dagli
storici antichi,possiamo capire in quale modo venisse
preparato un assedio.
Intorno alla città da assediare,venivano innalzati dei terrapieni
e scavate delle fosse per
impedire fuoriuscite da parte degli assediati. Sui terrapieni
venivano sistemate le
macchine belliche “da gitto”,con
le quali scagliavano frecce e
pietre
dentro la città assediata. Oltre alle macchine da gitto,vi erano
anche quelle
“d'assalto”:esse
venivano usate dai soldati durante l'attacco alle mura della città.
Macchine da gitto.
La
più grossa macchina bellica da gitto era la “catapulta”.
Il suo nome deriva da
vocaboli
greci “catà”,contro,e “palio”,scaglio. Questa macchina da
guerra veniva
usata
per lanciare a distanza giavellotti,materie infuocate,grosse pietre e
palle di
piombo
del peso di oltre un quintale. La catapulta consisteva in una grossa
trave di
legno,alla
cui estremità vi era una “tasca”
di pelle,nella quale veniva collocato il
proiettile
da lanciare. Per mettere in azione la macchina veniva abbassata
l'estremità
della
trave per mezzo di una fune. La trave veniva abbassata fino a tendere
al
massimo
la corda di un robusto arco,posto alla sommità della macchina.
Lasciando
andare
la fune che manteneva abbassata la trave,questa si alzava di scatto.
Una
sbarra
opportunamente sistemata arrestava di colpo la trave:in tal modo il
proiettile
contenuto
nella “tasca” veniva lanciato violentemente in avanti. Simile
alla
catapulta
era la “balista”
(dal greco “ballo”,lancio),costruita in un modo che il
proiettile
da essa lanciato percorresse una traiettoria ad arco,mentre la
catapulta lo
lanciava
in linea retta. Altra macchina da gitto era “l'onàgro”.
Esso era simile alla
catapulta,ma
era più piccolo e maneggevole. L'onàgro poteva scagliare i
proiettili
a una
distanza di 30 m e a un'altezza di circa 40.
Macchine d'assalto.
Una
delle più importanti macchine d'assalto era la “torre
mobile”. Essa era di legno e
posta
su ruote,in modo da poterla facilmente trasportare presso le mura
della città da
espugnare.
Le torri mobili erano di solito più alte delle mura delle città
assediate.
Ciò
permetteva ai soldati posti in cima ad esse di guardare dentro la
città,per
scoprire
il punto ove fosse più opportuno dare l'assalto,e di gettarvi
dall'alto frecce,
ecc.
Le torri mobili erano divise in vari piani. Il più alto di questi
era munito di un
ponte
levatoio,al momento opportuno veniva calato sulle mura permettendo
così ai
soldati
di passare direttamente nella città assediata. I soldati che
dovevano raggiungere le torri mobili erano protetti dalle “vineae”.
Esse consistevano in
baracche
di legno,munite di un tetto inclinato. Erano ricoperte con pelli
bagnate per
evitare
che materie infuocate,lanciate dall'alto delle mura dagli
assediati,potessero
incendiarle.
Simile alla vinea,ma notevolmente più grande,era la “testuggine”.
Essa
consisteva in una specie di capanna di legno posta su rotelle. Di
solito la
testuggine
aveva la funzione di proteggere quei soldati che erano incaricati di
avvicinarsi
alle mura per scavare sotto di esse delle gallerie. Queste
permettevano
agli
assedianti di penetrare nell'interno della città senza dover scalare
le mura. Le
testuggini
servivano anche per proteggere dai proiettili nemici le macchine
d'assalto
utilizzate
per smantellare le mura:”falci murali”
che si usavano per scalzare le
pietre
e grossi pali con punta di ferro per praticare brecce. La più
potente macchina
d'assalto
dell'esercito romano era “l'ariete”.
Esso era costituito da un pesante trave
di
legno,munita a un'estremità di un grosso blocco di ferro o di bronzo
a forma di
testa
d'ariete. Questa macchina bellica veniva usata per aprire grosse
brecce nelle
mura
della città da espugnare. La trave,sostenuta da una o più
catene,veniva fatta
oscillare
da parecchi soldati in modo che desse potenti colpi alle mura della
città
nemica.
Per proteggere gli uomini addetti a questa macchina,la trave era
posta sotto una copertura di legno,fatta a forma di capanna. I
soldati che dovevano dare la
scalata
alle mura della città usavano una particolare formazione
d'attacco,che li
proteggeva
dai proiettili del nemico. La protezione era ottenuta per mezzo degli
scudi
che i soldati,disposti in file serrate,tenevano in vari modi. I
soldati della prima
fila
ponevano lo scudo davanti al proprio corpo;quelli delle file laterali
lo tenevano
sul
fianco,rivolto verso l'esterno;tutti gli altri lo reggevano con le
braccia al di sopra
della
testa. Inoltre tutti avevano l'accortezza di tenere gli scudi un poco
inclinati,in
modo
da far scivolare via i proiettili. Questa formazione d'attacco si
chiamava
“testuggine”
e può essere definita una “macchina bellica umana”.

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