Giotto. Storia fiorentina medioevale.
Giotto. Storia fiorentina medioevale.
Si avvicinava il
1300,l'Anno Santo. Il Papa voleva abbellire le chiese di Roma perché
molti pellegrini
avrebbero visitato la città. Chiamò un suo cortigiano e lo incaricò
di recarsi in
Toscana,per chiedere ai migliori pittori di quella terra un saggio
della
loro arte. L'incaricato
dal Papa andò naturalmente anche nella bottega di Giotto,
ma questi non aveva
nulla da dargli. Prese però un pennello,lo intinse nel colore e
disegnò su di una
tavoletta....un cerchio,soltanto un cerchio. Ma era così preciso
che sembrava fatto con
il compasso. L'incaricato del Papa rimase sorpreso. Aveva
quasi vergogna di
portare al Papa un disegno così semplice. Invece il Papa,quando
esaminò i vari
dipinti,guardò con il maggiore interesse proprio quel cerchio.
Solamente un pittore
abilissimo poteva fare a mano libera un disegno così perfetto.
Questo episodio,che ha
sapore di leggenda,mette in luce la maestria di Giotto.
E infatti,per dipingere
le chiese di Roma la scelta del Papa cadde proprio sull'autore
di quel semplice
disegno,Giotto.
Come un pastorello diventò pittore.
A scoprire l'abilità di
Giotto fu Cimabue,in quel tempo il più famoso pittore di
Firenze. Accadde,si
narra,in questo modo...andava un giorno Cimabue su per le
montagne del Mugello,nel
territorio di Firenze. Camminando arrivò in un bel
prato;c'erano diverse
pecore a pascolare e,poco discosto da esse,un giovane pastore
se ne stava seduto su un
sasso e aveva davanti a sé una pietra liscia,sulla quale
sembrava intento a
disegnare con un pezzetto di legno bruciacchiato. Cimabue,preso
dalla curiosità,si
avvicinò e vide che il piccolo pastore stava proprio terminando un
disegno:aveva copiato una
delle sue pecorelle. Il disegno era veramente molto bello,
anche se fatto con un
“pennello” tanto rozzo. Cimabue chiese allora al fanciullo
come si chiamava. “Mi
chiamo Ambrogio” rispose il ragazzino. “Ma i miei in casa
mi chiamano Ambrogiotto e
più spesso Giotto”. Cimabue gli chiese poi se desiderava
perfezionarsi nell'arte
del disegno e se voleva imparare a diventare pittore. Il piccolo
Giotto,pieno di
entusiasmo,rispose affermativamente. Cimabue andò allora dal padre
del fanciullo,un contadino
di quelle terre,e ottenne di poter condurre con sé a
Firenze il piccolo
pastorello. Lo condusse nella sua bottega come aiutante,e Giotto
divenne ben presto il suo
migliore allievo. Nella “bottega” di Cimabue,Giotto
rimase per 10 anni,dal
1280 al 1290 circa. Diventò ben presto abilissimo nella sua
arte e cominciò a
dipingere a Firenze,in alcune chiese. Ma nessuna sua opera ci è
rimasta di quegli anni.
Poi,poco prima del 1300,come abbiamo raccontato all'inizio,
andò a Roma,dove dipinse
nella chiesa di Santa Maria Maggiore alcune figure di
profeti. Fu quindi ad
Assisi,per decorare la chiesa costruita in onore di San Francesco. I
frati volevano celebrare nel modo più degno il fondatore del loro
Ordine e,dopo aver
chiamato Cimabue e Cavallini,altro grande pittore di quel tempo,
affidarono a Giotto
l'opera più importante,e cioè la decorazione della navata centrale
della basilica superiore.
In quest'epoca Giotto si rivelò veramente un maestro
insuperabile. Vi dipinse
28 grandi tavole con i fatti più straordinari della vita del
Santo:la rinuncia dei beni
paterni,la predica agli uccelli,il lupo di Gubbio,il miracolo
della fonte,ecc.
Giotto diventa celebre.
Gli inizi della vita di
Giotto sono ancora oscuri. Alcuni studiosi dicono che suo padre
non era un contadino,ma un
fabbro fiorentino. Altri,sostengono l'origine contadina
del grande pittore. Non
possiamo quindi dire di lui con esattezza dove nacque:se a
Firenze o a Vespignano del
Mugello. Non sappiamo neppure con sicurezza l'anno
di nascita. Pare che sia
stato il 1266. Sicuro è che Giotto fu allievo del celebre
pittore Cimabue e che
presto superò in abilità il suo maestro. Questo lo pensavano
già i suoi
contemporanei,come il grande poeta Dante Alighieri,il quale,nella
Divina
Commedia,ricordando questi
2 pittori dice: Credette Cimabue nella pintura.
Tener lo campo,e ora ha
Giotto il grido,
Sì che la fama di colui
oscura.
La Cappella degli Scrovegni.
Tra il 1303 e il 1305
Giotto fu a Padova,chiamato dai frati francescani,che in quella
città avevano costruito
una chiesa in onore di Sant'Antonio,un altro famoso Santo
del loro Ordine. Il tempo
ha distrutto o danneggiato i dipinti che Giotto fece per
questa chiesa;si sono
invece conservati perfettamente i dipinti che Giotto fece a
Padova per la Cappella
degli Scrovegni. Questa piccola chiesa era stata costruita
dalla famiglia degli
Scrovegni,che affidarono a Giotto l'incarico di affrescare le
pareti. Sulle pareti
Giotto dipinse in 38 scene la vita di Gesù e di Maria. Quando
Giotto compì quest'opera
meravigliosa,aveva circa 40 anni. Egli visse ancora altri
30 anni e continuò a
lavorare nella sua arte. Andò a Napoli,a Bologna,a Milano,ed
ancora a Assisi,accolto
dovunque con grandi onori.
Il Campanile di Giotto.
L'ultimo lavoro del grande
pittore fu un'opera di architettura:il campanile per la
cattedrale di Firenze.
Diventare architetto era stata la segreta speranza,il più grande
desiderio dell'artista.
Fino allora si era accontentato di collocare torri,case,chiese e
campanili nei suoi
quadri,ma finalmente,nel 1334,già vecchio,poteva costruire un
campanile vero,in pietra
viva. Si pose subito con entusiasmo al nuovo lavoro e,
come tutto ciò che usciva
dalle sua mani,anche il campanile fu un capolavoro.
Purtroppo però Giotto non
poté vedere ultimata questa grande opera,perché la
morte lo colse,l' 8
gennaio del 1337.
Giotto,buon papà.
Giotto lavorò sempre
volentieri per i frati francescani. Era certo un ammiratore del
Santo,anche se non voleva
essere povero come lui. Anzi,contro la povertà,quella
che per San Francesco era
“Madonna Povertà”,Giotto scrisse una poesia,l'unica che
compose in vita sua. Ma ai
suoi figli (ne ebbe 8) lasciò dei nomi tipicamente
francescani:2 li chiamò
con il nome del Santo e una figlia la chiamò Chiara. Oltre
che un grande
artista,Giotto era un buon padre. Amava teneramente i suoi figli e li
volle far crescere sani e
agiati. Per loro,e per sua moglie (Ciuta di Lapa del Pera),
egli acquistò dei terreni
e una grande casa nel Mugello.
Altre curiosità.
Il Campanile del Duomo fu
iniziato nel luglio del 1334,ma Giotto poté seguire i
lavori solo fino al 1337
(anno della sua morte). E' alto circa 82 m,e fu completato
poco dopo il 1359. Per la
sua forma elegante e slanciata e per le pregevoli sculture
che lo ornano,è ritenuto
il più bel campanile d'Italia.

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