Pompeo Magno. Storia




Pompeo Magno. Storia

Nell'anno 83 a. C. il capo del partito aristocratico Lucio Cornelio Silla,dopo aver vinto Mitridate,
re del Ponto,si accingeva a ritornare in Italia con le sue legioni. Ma al momento dello sbarco
nel porto di Brindisi,egli si trovò di fronte le truppe del partito democratico. Silla non si perse
d'animo e affrontò decisamente gli avversari.
In queste lotte cominciò a distinguersi un giovane patrizio:Gneo Pompeo.

Come divenne “MAGNO”

Per aiutare Silla,il giovane Pompeo non esita a formare 3 legioni a proprie spese;ed eccolo
marciare dal Piceno verso l'Umbria,per prendere alle spalle l'esercito dei democratici.
Presso Senigallia riporta la sua prima vittoria e può proseguire l'avanzata. Silla intanto, passando
di vittoria in vittoria,è entrato a Roma e avanza in grandi marce verso l'Etruria. Battuti in Italia,
i democratici portano la guerra in Sicilia,in Africa e poi in Spagna. Silla ha capito che Pompeo
è un abile ufficiale e gli affida l'incarico di sterminare gli avversari. Ed ecco Pompeo in Sicilia
al comando di 6 legioni. Egli non fa nemmeno in tempo a ingaggiare battaglia che i democratici
sgombrano l'isola. In Africa le cose si presentano diverse:qui gli avversari dispongono di eserciti,
di armi,di alleati e di abili ufficiali. Un anno dura la lotta,ma alla fine,Pompeo vince.
Mai Silla aveva avuto ai suoi ordini un ufficiale così valente:e,per ricompensarlo,gli da il
soprannome di Magno. Pompeo ha soltanto 25 anni.
Che cosa fa,intanto,in Spagna Metello,l'altro ufficiale di Silla ? Dopo 4 anni incessanti di guerra
egli non è riuscito nemmeno una vittoria. Ci vuole proprio un ufficiale molto più abile e il Senato
romano pensa a Pompeo. La guerra condotta da lui in Spagna dura 5 anni,con un susseguirsi di
vittorie e sconfitte; ma,nel 72 a. C. ,il generale può tornare in Italia come vincitore.

La guerra contro i Pirati.

Nel 70 a. C. ,Gneo Pompeo è ormai uno dei personaggi più importanti di Roma:a soli 36 anni,
egli è nominato console insieme con Licinio Crasso. Ma 3 anni dopo eccolo di nuovo in guerra:
questa volta il Senato gli ha affidato l'incarico di liberare il Mediterraneo dai pirati che
ostacolano il commercio marittimo di Roma. Pompeo agisce fulmineamente:in meno di 3 mesi
soltanto la guerra è conclusa e Roma può far navigare liberamente le proprie navi su tutto il
Mediterraneo. Sono più di vent'anni intanto che,nella lontana Asia Minore,le legioni di Roma
tentano invano di sconfiggere Mitridate. “L'unico generale che può piegare Mitridate è il grande
Pompeo” afferma il Senato,il tribuno Manilio. I senatori approvano e,nel 66 a. C. ,Pompeo si
appresta a partire per il Ponto. Qui,in 3 anni di durissima lotta,non solo sconfigge Mitridate,
ma occupa la Celicia,la Siria e la Palestina. Carico ormai di bottino e di gloria,nel 62 a. C. Pompeo
ritorna in Italia. A Roma celebra il trionfo: davanti al suo carro procedono per 324 prigionieri
illustri,mentre decine di cartelli annunciano che egli ha espugnato 1000 fortezze,occupato 900
città,e catturato 800 navi nemiche. A Roma ha però un'amara sorpresa:il Senato,temendo ormai
la sua potenza,non gli è più favorevole. Ma,tuttavia,Pompeo non si perde d'animo.

La lotta con Cesare.

Un altro uomo potente e osteggiato in Roma dal Senato:Giulio Cesare. Ebbene,Pompeo si mette
d'accordo con lui e insieme con Crasso forma il cosiddetto “triumvirato” (dal latino “tres” ,tre
e “vir”,uomo,unione di tre uomini). L'accordo dà subito ottimi risultati:nel 59 a. C. Cesare
viene eletto console;l'anno dopo Pompeo ottiene di rimanere a Roma,mentre Cesare riesce a farsi
nominare proconsole delle Gallie. Ma tale accordo dura assai poco:invidioso della potenza che
Cesare va acquistando nelle Gallie,Pompeo,d'accordo con il Senato,gli ordina di smobilitare
l'esercito e di tornare a Roma. Cesare non solo si rifiuta di ubbidire,ma marcia con i suoi soldati
verso Roma. E' la guerra civile. L'avanzata di Cesare è fulminea:Pompeo e i senatori fuggono a
Brindisi,ma vengono inseguiti e raggiunti;perciò si rifugiano in Grecia.
E' il 48 a. C. :nella Tessaglia,presso la città di Fàrsalo,i due grandi condottieri hanno schierato in
ordine di battaglia i loro eserciti. Il vincitore sarà il padrone di Roma. I primi ad attaccare verso i
soldati di Cesare:Pompeo confida nella cavalleria. La battaglia si fa molto accanita:già sembra
che i cavalieri di Pompeo abbiano la meglio,quando Cesare lancia all'assalto le 6 corti di riserva.
Dopo poche ore,la battaglia è decisa:l'esercito di Pompeo è completamente distrutto.
Non rimane che fuggire:e Pompeo cerca scampo in Egitto,alla corte del re Tolomeo. Ma è
perseguitato dalla sfortuna: i ministri di Tolomeo,per procurarsi l'amicizia del vincitore,lo fanno
vilmente assassinare. Il capo di Pompeo,troncato dal busto,viene inviato come trofeo a Cesare.
Gli Egiziani non avrebbero potuto fare cose più ingrata al grande generale:Cesare infatti non
aveva mai desiderato la morte del suo rivale,che egli ammirava moltissimo.

L'inutile rivolta di Spartaco.

I giochi crudeli dei gladiatori nei circhi erano,in quel tempo,lo spettacolo più gradito ai Romani.
I gladiatori,quasi tutti prigionieri di guerra,erano costretti a uccidere e a farsi uccidere pur di
divertire il popolo. Nell'anno 73 a. C. un certo Spartaco,anch'egli gladiatore,si mise a capo dei
suoi compagni,deciso a guidarli contro Roma per ottenere finalmente la libertà.
Contro i ribelli il Senato mandò Crasso con 6 legioni. Presso il fiume Sele i gladiatori vennero
sconfitti e lo stesso Spartaco perse la vita in battaglia. Una turba di 5000 gladiatori cercò scampo

 nella fuga,ma proprio allora tornava dalla Spagna Pompeo:egli gli assalì e li sterminò.

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