Gagarin e Armstrong.

Mauro Goretti - Programmatore - 



Gagarin e Armstrong.

I due uomini “più importanti nella storia dell'astronautica.

L'uomo ha conquistato lo spazio”. “L'uomo ha vinto le forze della natura”. “Il primo cosmonauta in orbita intorno al nostro Pianeta”. Questi, o simili, i titoli dei quotidiani di tutti i Paesi della Terra che portano la data, fondamentale nella storia dell'umanità, del 12 aprile 1961. Una grande emozione prese tutti coloro che apprendevano dal giornale, dalla televisione o dalla radio i pochi dati che le autorità sovietiche avevano voluto fornire circa l'impresa che allora appariva come la più straordinaria ed emozionante del XX secolo.

Yuri Alexeievic Gagarin.

Chi era “l'eroe dello spazio?” Era il maggiore Yuri Alexeievic Gagarin, di 27 anni (nato il 9 marzo 1934 a Smolensk) sposato e padre di due bambine. Dopo aver conseguito nel 1955 il titolo di ingegnere, si era arruolato nell'aviazione militare. Quella del volare era sempre stata per lui la grande vocazione che gli permise, insieme con le eccezionali doti psicofisiche, di superare tutte le rigorose prove a cui fu sottoposto per lungo tempo prima di essere scelto per la grande impresa.

Il primo volo spaziale umano.

In realtà quel tipo di volo non si era rivelato pericoloso per i numerosi animali che lo avevano effettuato prima di Gagarin (il primo fu una cagnetta, Laika, lanciata in orbita terrestre dai Russi nel 1957). Ma quando alle 7h 0'7”, ora italiana del 12/04/1961, dopo il conto alla rovescia il razzo partì portando con sé la nave spaziale Vostok, tutti gli scienziati e i tecnici che assistevano al lancio sentirono certamente l'angoscia e la paura dell'incognito opprimerli: nella cabina stava un uomo che affrontava un impresa mai compiuta prima di allora. E in tutto il mondo ci fu gioia ed emozione quando si apprese che Gagarin era tornato a terra incolume dopo 108 minuti di volo. L'uomo, con questa impresa, aveva ottenuto una delle sue massime vittorie.

Morte di Gagarin.

Veramente tutto il mondo partecipò alla felice impresa di Gagarin. Altrettanto grande fu l'emozione che colpì tutti alla notizia della sua morte, avvenuta il giorno 28/03/1968, in un incidente aereo. Le sue ceneri vennero murate nel perimetro del Cremlino. All'impresa di Gagarin molte ne seguirono, ma fu soltanto la missione dell'Apollo 11, con la conquista della Luna, a risvegliare in tutto il mondo quei sentimenti di ammirazione, di stupore, di gioia già provocati dal volo dell'Avostk con a bordo il suo eroe.

Lo sbarco sulla Luna.

Alle 22h 17' di domenica 20 luglio 1969 il modulo lunare “Aquila” si posava in un punto della superficie della Luna chiamato “Mare della Tranquillità”. Alle 4h 56' 3” di lunedì 21 luglio Neil Armstrong appoggiava il piede sulla grigia polvere mista a sassi che ricopre il suolo lunare. Il suo compagno Edwin E. Aldrin, con la cinepresa, riprendeva i suoi movimenti resi goffi dalla pesante tuta (29,3 kg), dai 52 kg di accessori e dalla ridotta forza di gravità che sulla Luna è pari a un sesto di quella terrestre. Mentre il terzo uomo dell'equipaggio dell'Apollo 11 Michael Collins, continuava a girare in orbita lunare ai comandi dell'astronave madre, chiamata “Columbia”; Armstrong, subito seguito da Aldrin, iniziava la “passeggiata” più entusiasmante, al limite del credibile, di tutta la storia dell'uomo. E milioni e milioni di persone potevano seguire sugli schermi televisivi ciò che accadeva a più di 384 mila chilometri da loro.

La missione Apollo 11.

Alle 15h 32' (ora italiana) del 16 luglio era partito da Cape Kenedy (USA) il mastodontico missile tristadio Saturno V, che doveva portare nello spazio la capsula Apollo 11. Da essa, una volta entrata in orbita lunare, si era staccato il LEMM che era riuscito a eseguire un perfetto atterraggio a circa 7 km dal punto prefissato. Il LEMM costituì per i due astronauti Armstrong e Aldrin la “casa terrestre” durante le ore trascorse sulla Luna prima e dopo la “passeggiata”.

Il ritorno.

Dopo aver piantato tra la polvere e i sassi la bandiera degli USA e aver trascorso poco più di due ore raccogliendo sassi e comunicando tutte le loro impressioni alla base di Houston, i due uomini ritornarono nel modulo, fecero colazione e dormirono. Gli attendeva un altro momento decisivo, forse il più delicato dopo quello della partenza: il distacco dalla Luna l'entrata in orbita lunare e il riaggancio tra “l'Aquila” e la “Columbia”. Tutto era affidato all'unico motore del modulo. Ogni cosa procedette bene e la sera del 24 luglio la capsula ammarava nell'Oceano Pacifico.

Neil Armstrong.


Il primo uomo che posò il piede sulla Luna al momento della sua strabiliante impresa aveva 39 anni. Nato a Wapakoneta nell'Ohio, fin da bambino dimostrò una grande passione per gli aerei; infatti, a soli 16 anni ottenne il brevetto di pilota. Sposato, con due figli, Armstrong lavora oggi a Washington, alla NASA.

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