La Grande Muraglia Cinese. Storia.


La Grande Muraglia Cinese. Storia.

IMMAGINIAMO la Penisola Italiana divisa in due, nel senso della lunghezza,
da una enorme muraglia: un muro che prosegua ininterrotto dalle Alpi fino al
Mar Ionio, percorrendo tutta la cresta della catena appenninica: massiccia e
al tempo stesso flessuosa, la muraglia si arrampica sul fianco di ciascuna
montagna, ne raggiunge la cima, la scavalca; e non si tratta di un esile muricciolo,
ma di un imponente costruzione, a volte alta anche nove metri e larga più di
cinque. Un'opera simile ci sembra impossibile possa esistere nella realtà; ci pare
che solo una bizzarra fantasia, che non tenga conto di qualsiasi difficoltà, possa
immaginarla realizzata. Eppure un'opera simile esiste, ed è estesa su una lunghezza
più che doppia di quella della Penisola Italiana: si tratta della Grande Muraglia Cinese
che separa la Cina, a settentrione, dalla Mongolia.

I costruttori.

Nel capitolo in cui abbiamo narrato la storia della Cina antica, abbiamo già accennato
a colui che fu l'iniziatore di questa grande opera difensiva; l'imperatore Huang-Ti, che
né iniziò la costruzione nell'anno 214 a. C. Naturalmente un'opera così colossale non
poté essere ultimata nel corso di una esistenza. Essa fu proseguita dagli imperatori delle
dinastie susseguenti, gli Han ed i Ming (XVII secolo), e completata due millenni dopo.
Si crede però che il tracciato definitivo corrisponda proprio a quello indicato dal suo
ideatore, il grande Huang-Ti. Alcuni studiosi sostengono che questo sistema difensivo
sia stato all'inizio costituito unicamente dalle torri, disposte lungo la linea di confine a
intervalli regolari: solo in un secondo tempo sarebbe stata edificata la muraglia che le
congiunge.

Come fu costruita.

Si dice che Huang-Ti abbia costretto a lavorare nella colossale impresa un terzo dei
sudditi maschi del suo impero; questo dato non è storicamente accertato, ma è credibile
che per edificare una tale costruzione sia accorso il lavoro di una sterminata massa di
operai, i quali, per assoggettarsi a una simile fatica, dovevano essere necessariamente
organizzati e trattati come schiavi. Il lavoro veniva svolto sotto la sorveglianza di
soldati muniti di fruste e i molti che morivano, estenuati dalla fatica, venivano, senza
tante cerimonie, seppelliti direttamente dentro la costruzione. Per erigere la Grande
Muraglia generalmente si scavavano nel terreno due ampi solchi alla distanza di circa
otto metri l'uno dall'altro. In questi scavi si collocavano le fondamenta, che erano formate
da massicci blocchi di granito; sopra di essi si innalzavano due muri di mattoni; lo
spazio compreso fra questi due muri paralleli veniva poi riempito di terra. In alcuni tratti,
invece, dove la natura compatta del terreno lo consentiva, la Muraglia è stata costruita
asportando il terreno ai due lati e rivestendola poi con pietre.

A che cosa serviva.

All'inizio della Grande Muraglia dalla parte orientale, è infissa una lapide; in essa sta
scritto: << Il Cielo fece il mare e le montagne >> (il Cielo per i Cinesi, è il simbolo
delle potenze ultraterrene). Anche all'estremità occidentale è posta una lapide; ed essa
dice: << (questa muraglia) è a difesa di tutto ciò che è sotto il Cielo >>.
All'inizio, dunque una umile invocazione religiosa: alla fine una affermazione un po'
presuntuosa. Presuntuosa anche perché la Grande Muraglia si mostrò un baluardo
piuttosto inefficace. Né Gengis Kan coi suoi Mongoli (1212), né i Manciù furono
fermati da essa. La muraglia, benché lunga e alta, serviva a poco se non era ben vigilata
da un gran numero di soldati: Mantenere sempre muniti di apposite guarnigioni
15 mila posti di vedetta e 25 mila torri di guardia un impegno gravoso anche per

un imperatore.

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