Il Cardinale Richelieu. Storia.



Il Cardinale Richelieu. Storia.

Vescovo a ventidue anni.

Il padre di Armando Giovanni du Piessis de Richelieu (pron.dù plessi de risceliò)
servì come capo della real casa i re Enrico III ed Enrico IV, ricevendo per la
propria famiglia il beneficio del vescovado di Lucon (pron. Lusòn).
Questo beneficio era destinato al secondogenito Alfonso, ma costui rinunciò
all'episcopato, che venne così assegnato ad Armando, il figlio più giovane.
Si era nel 1605 ed Armando, che aveva vent'anni (era nato a Parigi nel 1585),
era sul punto di prendere il brevetto d'ufficiale. Il giovane acconsentì a seguire
la nuova via, applicandosi ai nuovi studi con volontà formidabile. L'anno seguente,
sollecitato dallo stesso re, si recò a Roma per ottenere la nomina. Ben presto egli
si distinse per cultura e altissima intelligenza. Venne consacrato vescovo nel 1607,
con la dispensa del papa per la sua giovane età; nel 1608 prese possesso della sua
diocesi.

Ministro di Francia.

Il governo della diocesi di Lucon fu per Richelieu un tirocinio molto utile.
Il vescovo si dedicava con passione a tutti i problemi della diocesi; si poteva
pronosticare per lui una brillante carriera ecclesiastica. Ma Richelieu aveva un
progetto più alto. Egli non dimenticava la Corte di Parigi. Il re Enrico IV era
intanto morto e regnava il fanciullo Luigi XIII sotto la reggenza della madre, Maria
de' Medici. Richelieu voleva farsi riconoscere e apprezzare da quella donna che
aveva in mano le redini dello Stato. Richelieu usò ogni mezzo per poter entrare nelle
grazie della regina: scrisse lettere adulatorie e pronunciò discorsi altrettanto adulatori,
si fece poi amico del protetto della regina, Concino Concini. Ma questa amicizia costò
a Richelieu un ritardo di otto anni nell'inizio della sua carriera politica. Infatti il nobile
italiano venne fatto uccidere dal re che, improvvisamente, aveva preso il sopravvento
sulla madre e, spinto dal partito avverso della regina, l'aveva esiliata. Richelieu, legato
al partito perdente, cadde naturalmente in disgrazia. Ma egli ebbe l'accortezza di ritirarsi
in buon ordine; intuiva che bisognava attendere. Intuiva anche che Maria de' Medici
avrebbe avuto ancora il sopravvento sul figlio. Richelieu non si sbagliava; tra le sue
grandi doti c'era quella della conoscenza profonda degli uomini. A poco a poco avvenne
ciò che il vescovo aveva pronosticato. Maria de' Medici tornò a Parigi e tornò a
comandare, e nel 1622 fece ottenere a Rechelieu il cappello cardinalizio; infine, due

anni dopo, lo fece eleggere ministro di Stato.
  


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