Il Vesuvio. Vulcanologia.


Il Vesuvio. Vulcanologia.

È famoso in tutto il mondo.

Chi di voi non ha mai visto una illustrazione del Vesuvio: il panorama del
Golfo di Napoli visto un poco dall'alto, con la mole scura del Vesuvio sullo
sfondo, è uno dei più famosi del mondo. Il Vesuvio ha contribuito a renderlo
celebre con la sua caratteristica forma, facendo inoltre da sfondo a uno scenario
di stupenda bellezza e così la sua immagine, in milioni di esemplari, arriva in
ogni angolo della Terra. Il famoso vulcano si trova ora circa 11 chilometri a
sud-est di Napoli e il suo cratere centrale è posto a 6 chilometri e mezzo dalla
costa tirrenica. In tempi antichissimi il Vesuvio emerse dal mare e ancor oggi
i suoi pendii occidentali sono in parte coperti dalle acque marine.

Un vulcano dentro l'altro.

Fra tutti i vulcani del mondo, nonostante sia uno dei più piccoli, il Vesuvio è
il più celebre e uno dei più studiati fin dall'antichità. Osserviamo il profilo
del Vesuvio: esso non ha la caratteristica forma a cono regolare di quasi tutti
i vulcani, ma è formato da due cime con in mezzo una vallata. È infatti un
vulcano a recinto, cioè è formato da un vulcano dentro un altro più grande.
Noi vediamo cioè che il Vesuvio vero e proprio si innalza con un regolare cono
nell'interno di un immenso cratere assai più ampio. Spiegazione: il bastione
circolare esterno, il Monte Somma, è il cratere di un vulcano che si formò alcuni
milioni di anni or sono; dentro questa gigantesca cinta craterica si formò, con
eruzioni successive, un nuovo cono vulcanico: l'attuale Vesuvio.
Esso con le sue lave ha ricoperto quasi la metà dell'antico cratere più ampio.
Risultato: nell'interno del Monte Somma, ormai ridotto a un bastione semicircolare,
si innalza il Vesuvio, destinato probabilmente a riempire la conca in cui si trova.
Questa sistemazione, di un cono vulcanico dentro un cratere estinto, in linguaggio
geografico si chiama caldera.

Il cratere.

Poiché il Vesuvio non presenta difficoltà per la salita, esso è visitato ogni anno
da migliaia di turisti. Con la seggiovia si risale all'esterno del cono, fino all'orlo
dell'enorme cratere. Ci si affaccia così a una spaventosa voragine, profonda
circa 300 metri. Lo spettacolo è impressionante: le pareti di roccia lavica
formano un muraglione nero e pauroso che strapiomba per qualche decina di metri.
Poi le pareti si fanno meno ripide e scendono verso il fondo in un caos infernale
di avvallature e profondi crepacci. Fino all'eruzione del 1944, sul fondo del cratere
si innalzava un conetto eruttivo, ma ora l'unico segno di attività del vulcano sono
alcune fumarole che escono da buche e crepacci. Attorno al cono del Vesuvio si
estende a semicerchio la parte rimasta intatta del cratere del Somma: una squallida
vallata a ferro di cavallo chiamata a Nord Atrio del cavallo, perché nei secoli scorsi
i visitatori del vulcano vi lasciavano le cavalcature, a est Valle dell'Inferno, perché

ha un aspetto veramente infernale, cupa e nerastra com'è.

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