Gli Icebergs. Geologia ambientale.

Gli Icebergs. Geologia ambientale.

Come sono.

<< Iceberg >> (prin. Aisberg) è una parola mezzo inglese (ice = ghiaccio)
e mezzo germanica (Berg = monte) e significa naturalmente << montagna
di ghiaccio >>. La definizione è esattissima, perché molti icebergs raggiungono
proporzioni sbalorditive, e bisogna sempre tener presente che della loro mole
solo una parte (da un decimo a tre decimi) emerge dalle acque, perché il ghiaccio
pesa un poco meno dell'acqua (1 decimetro cubo pesa 920 grammi).
Sono frequenti gli icebergs lunghi 200-300 metri, alti nella parte emersa da 50 a
75 metri sul livello del mare e con un'altezza complessiva di 500 metri.
Il peso di una di queste montagne di ghiaccio è di circa 25 milioni di tonnellate.
Un iceberg è sempre uno spettacolo maestoso e pauroso insieme: un enorme
mostro bianco e luminoso se brilla il sole, altrimenti una massa cupa e oscura,
orlata dagli spruzzi bianchi delle ondate che la battono senza sosta. In generale,
gli icebergs dell'Atlantico settentrionale sono bianchi e opachi, chiazzati da grandi
macchie verdi e blu nei punti in cui l'acqua, gelandosi ha imprigionato il plancton.
Spessissimo vi sono zone ricoperte di terra, sassi, massi raccolti dal ghiacciaio
originario nel suo scorrimento sul terreno. Via via che i ghiacci degli icebergs
fondono, tutto il materiale che essi trasportano (e si tratta in totale milioni di
tonnellate) cade sul fondo. Si formano così, lungo le rotte prevalentemente seguite
dagli icebergs, degli accumuli di materiale i quali, poco per volta, fanno diminuire,
spesso anche in modo notevole, la profondità del mare. I famosi << Banchi di Terranova >>
dove l'acqua ha solo 51 metri di profondità, sono stati formati proprio nel modo che
abbiamo appena finito di descrivere.

Dove vanno.

Gli icebergs della Groenlandia, che sono i più pericolosi per la navigazione, una volta
separati dal ghiacciaio sono presi dalla corrente del Labrador che li spinge a sud verso
i Banchi di Terranova e le rotte dei transatlantici, a una velocità media di 3,5 chilometri l'ora.
Moltissimi si incagliano e restano presi nelle insenature costiere del Labrador e di Terranova,
dove si sciolgono al sole estivo. Gli altri oltrepassato il 47 parallelo a poco a poco si
sciolgono. Alcuni, però, più grossi resistono e scendono arrivando persino al 38 parallelo,
cioè più a sud di New York! Nel 1926 ne fu avvistato uno quasi 300 chilometri a sud
delle isole Bermude! Gli icebergs rappresentano un grave pericolo per le navi che collegano
l'Europa con l'America del nord, tanto è vero che queste navi sono costrette a modificare
la loro rotta nei periodo estivi: vi è anche un servizio di sorveglianza per questi ghiacciaio galleggianti, di modo che se uno di essi non si scioglie in tempo, viene distrutto
con cariche esplosive, prima che, entrando nella rotta dei transatlantici, possa provocare

dei danni.

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