La regina Cleopatra.

Mauro Goretti

La regina Cleopatra.

Il tempo la fece più bella.

Le fonti romane abbondano di riferimenti ai modi licenziosi di Cleopatra, alle sue astuzie femminili
e alla condotta depravata, ma abbiamo pochi riscontri che parlino di una grande bellezza.
Plutarco osserva che il suo aspetto fisico non era di per sé incomparabile, né tale da colpire che si
limitava a guardarla. Era invece la sua conversazione a emanare un fascino irresistibile, condito di
spigliato umorismo e impressionante capacità persuasiva. A ogni modo, la Storia ha lavorato decisamente a favore della regina: nel caso di Cleopatra, sembra che il passare del tempo non abbia
fatto altro che decuplicare la bellezza della sovrana tolemica. Nel III secolo, la regina veniva già
descritta come donna bellissima e dall'aspetto stupendo, e nel Medioevo era infine diventata la donna bella per autonomasia. L'iconografia mondiale ci ha lasciato, nel corso dei secoli, tutta una
serie d'immagini e dipinti celebrativi del fascino di una donna sempre meno egiziana e sempre più
contestualizzata nell'epoca storica in cui operava l'artista (il celebre dramma scespiriano ne è una
conferma). Quasi con sicurezza possiamo affermare che ogni epoca e ogni secolo abbiano avuto
la propria Cleopatra, e con poca difficoltà possiamo individuare quale sia la regina d'Egitto moderna: Liz Taylor, protagonista della celebre pellicola “Cleopatra” del 1963, legò il proprio nome
e la carriera di attrice alla fama immortale della grande sovrana. A partire dal 1913, i film incentrati
sulle vicende della regina egizia furono addirittura tredici.

Una regina nella storia.

Esistono però alcuni dati certi che permettono d'inquadrare laauro Goretti
 figura storica di Cleopatra. Nacque
nel 69 a. C., seconda di tre figlie e sorella maggiore di altri due fratelli, con ciascuno dei quali sarebbe stata unita per breve tempo in matrimonio. Non era egizia, ma apparteneva all'aristocrazia
della famiglia greco-macedone dei Tolomei, che voleva risalire ad Alessandro Magno e che si
fregiava del titolo di faraone da dieci generazioni. Tra i Tolomei, gli omicidi e i matrimoni tra
consanguinei erano all'ordine del giorno (un costume abbastanza in voga, all'epoca, anche in altre
dinastie), e anche Cleopatra fu coinvolta in queste trame. Il mondo alessandrino, a differenza di quello romano, credeva molto nelle capacità delle donne, quindi non ci stupiamo che Aulete, il
padre di Cleopatra, le avesse dato un'ottima educazione, servendosi dei migliori eruditi e studiosi
dell'epoca, che orbitavano intorno alla grandiosa biblioteca e al museo di Alessandria.
Cleopatra fu istruita e preparata per governare e parlava fluentemente svariate lingue (c'è chi scrive
addirittura nove), una dote che le permise di rivolgersi senza intermediari agli illustri rappresentanti
degli stati del Mediterraneo, oltre che ai propri sudditi, di diverse origini.
Pare che le maniere della regina fossero di un fascino senza pari, e se la notizia della sua bellezza
nacque più tardi, da subito le fonti trasmettono l'immagine di una regina che ammaliava con la
grazia delle parole, la voce suadente e l'abilità retorica, con la capacità d'intrattenere e deliziare gli
ospiti, di organizzare celebrazioni e messe in scena dall'affetto sovrannaturale che lasciavano senza
parole. In particolare, stando a Plutarco sembra indimenticabile il suo arrivo a Tarso per incontrare
Marco Antonio: “Era sdraiata sotto un baldacchino trapunto d'oro, acconciata come le afroditi che
si vedono nei quadri, e una frotta di schiavetti, somiglianti agli Amori dipinti, ritti ai due lati le facevano vento. Allo stesso modo anche le sue ancelle, in vesti di Narcisi e Grazie, stavano alcune sopra la sbarra del timone, altre sui pennoni. Profumi meravigliosi si spandevano lungo le rive al passaggio della nave, levandosi dall'incenso che sovente vi veniva bruciato”. La voce del suo arrivo si sparse velocemente, mentre mandava a dire ad Antonio che Venere era arrivata “in un tripudio a
unirsi a Dionisio, per il bene dell'Asia”.


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