La Cupola della Roccia.

Mauro Goretti

La Cupola della Roccia.

Fu per ricordare “Il viaggio notturno” di Maometto dalla Mecca a Gerusalemme e la seguente scesa
al cielo dal “sacro sasso”, che nel 687 il IX califfo Abd el Malik fece costruire intorno a esso il santuario della Cupola della Roccia (Qubbat al sakhra'), chiamata erroneamente Moschea di Omar,
dal nome del secondo califfo Umar ibn al-Khattab, che nel 637 sconfisse il persiano Cosroe II e diede inizio a quattro secoli di dominio musulmano sulla città. È indubbio che l'edificio fu costruito
per affermare la potenza dell'Islam: in competizione con il Santo Sepolcro, simile nella forma al
“martyrium” cristiano, nel luogo più sacro all'ebraismo. Infatti la sua cupola dorata la rende immediatamente riconoscibile e visibile da ogni angolo di Gerusalemme, tanto che le due immagini
tendono a sovrapporsi. Un po' come accade per la cupola della basilica Vaticana a Roma.
In quanto luogo di grande pregnanza simbolica, ogni dominazione volle lasciarvi il proprio segno.
Nel 1099 i Crociati la trasformarono nella chiesa del Templum Domini, da cui ebbe origine l'ordine
dei Templari. Saladino, riconquista Gerusalemme nel 1187, rese la Cupola alla precedente funzione
e la arricchi di marmi e mosaici, come d'altronde fecero molti suoi predecessori e successori.
La sola cupola (che crollò per la prima volta nel 1106), nel secolo scorso fu rifatta due volte: la prima, a cura di un'azienda milanese, dopo il cannoneggiamento del 1948, e nel 1993 per volere di
re Husayn di Giordania. Di pianta ottagonale, sui muri esterni si aprono quattro porte in direzione
dei punti cardinali. All'interno, intorno alla Roccia, un anello di quattro pilastri alternati a dodici
colonne policrome sormontate da capitelli polistili, sorregge l'alto tamburo e la cupola. Questa è
formata da due calotte di legno sovrapposte, divise da uno strato di sughero che ha la funzione di
preservare la cupola dai bruschi cambiamenti di temperatura e climatizzare l'ambiente. Tra l'anello
interno e l'ottagono perimetrale s'inserisce un porticato ottagonale, che dà luogo a due ambulacri
concentrici destinati alla deambulazione intorno all'oggetto sacro, la “tawwaf”.
All'esterno, le pareti sono decorate da marmi colorati e da maioliche azzurre con arabeschi del XVI
secolo. All'interno, una profusione di rivestimenti pregiati, capitelli polistili e suggestive vetrate
incornicia gli splendidi mosaici dorati della cupola, di stile bizantino. La figurazione è aniconica,
ossia priva di elementi umani o animali; ciò secondo i dettami del Corano, che proibisce la rappresentazione di figure affinché l'artista non competa con l'opera santa di Dio.

Il Monte del Tempio.

Gerusalemme è città santa per le tre religioni monoteiste: Ebraismo, Cristianesimo e Islam.
Tra i luoghi più sacri vi è il Monte del Tempio. Qui si levava l'altura Moriah, che Abramo salì per
compiere il sacrificio del figlio Isacco. Sempre qui Salomone costruì il proprio tempio, dove si
conservava la mitica Arca dell'Alleanza, raso ala suolo dai Babilonesi nel 588 a. C. Ricostruito, fu
ampliato da Erode il Grande nel 20 a. C. e distrutto dai romani nel 70 d. C. Fu proprio Erode a spianare la cima della montagna, ricavando l'imponente pianoro visibile ancora oggi i cui lati
(Est e Ovest) misurano 491 e 462, e quelli corti (Nord e Sud) 310 e 281 metri. Dal “sacro sasso”,
il profeta Maometto, giunto in volo dalla Mecca, ascese al Cielo. Sempre su di esso, secondo la tradizione musulmana, suoneranno le trombe del Giudizio, mentre nel Pozzo delle anime, pochi
gradini più sotto, i defunti si raduneranno e verranno pesati sulle Bilance, ossia le eleganti arcate
che oggi introducono al piazzale.  


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