Raffaello.





L'anelito alla bellezza.
Il rinascimento italiano reca l'importanza di tre grandi personalità:
Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio
(1483-1520) da Urbino. La fama di Raffaello ha superato nel
corso dei secoli quella di ogni altro pittore e il suo stile è stato
copiato da un gran numero di imitatori. Durante il periodo
fiorentino sviluppò quell'ideale di bellezza che lo rese tanto
celebre, fondato su un processo di idealizzazione della natura,
rappresentata secondo leggi di armonia e proporzionalità, e
sulla naturalezza dei gesti e l'intensità delle espressioni dei
personaggi. Papa Giulio II lo chiamò a Roma nel 1508 e lo
incaricò della decorazione degli appartamenti papali, le
cosiddette Stanze, che per il monumentale impianto compositivo
e per l'intensità espressiva delle figure sono testimonianza
dell'avvenuta maturazione stilistica dell'artista. Raffaello era
infatti il culmine della sua potenza creativa e venne ricoperto di
molti incarichi. Dal 1514 subentrò nella direzione della costruzione
della nuova basilica di San Pietro e nel 1515 venne anche nominato
soprintendente alle antichità romane, incarico che lo spinse a realizzare
una pianta monumentale di Roma antica. Quando una malattia lo
portò improvvisamente alla morte, all'età di appena 37 anni, fu
compianto da tutta Roma.

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