L'orto botanico di Padova.





Padova, un'orto botanico bellissimo.

All'inizio del XVI secolo la repubblica di Venezia incoraggiò
l'istituzione di orti botanici destinati principalmente alla
classificazione e alla coltivazione di erbe medicinali. Dei numerosi
orti botanici di quell'epoca, solo quello dell'università di Padova
conserva ancora oggi il suo aspetto originale. Venne impiantato tra
il 1545 e il 1554 dal botanico padovano Francesco Bonafede, con
l'aiuto dell'architetto bergamasco Andrea Moroni. La pianta è
circolare, con un quadrato inscritto, suddiviso a sua volta in quattro
quadrati più piccoli (detti "quarti") da due viali perpendicolari,
rappresentazione simbolica della struttura cosmica. Un anello
periferico di fossati serve all'irrigazione del complesso e un muro lo
racchiude tutto intorno per proteggerlo da furti e intrusioni, da cui la
denominazione hortus sphaericus o hortus conclusus. Nel corso
dei secoli  vi sono stati aggiunti numerosi elementi architettonici
ornamentali, come portali e balaustre, e vi sono state apportate migliorie
funzionali, tra cui innanzitutto serre e impianti di irrigazione.
Qui si trovano alcuni esemplari molto vecchi di essenze mediterranee,
ma anche esotiche, alcune delle quali si sono poi propagate nell'intera
Europa: per esempio un agnio casto (Vitex agnius-castus ) del 1550 e
imponenti esemplari di Ginkgo biloba (essenza qui piantata per la
prima volta nel 1750). In una serra è ancora possibile ammirare una
palma di San Pietro, la cosiddetta "palma di Goethe", piantat nel 1578,
che il poeta vide nel 1788 durante uno dei suoi viaggi in Italia e di cui
parlò nel celebre libro La metamorfosi delle piante (1790). 
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