Slackware 13.1 OS Linux veloce e stabile


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Slackware è una distribuzione GNU/Linux tra le più longeve. Fu creata da Patrick Volkerding, allora studente, che utilizzò come base la distribuzione Softlanding Linux System, e venne pubblicata per la prima volta il 16 luglio 1993 sul newsgroup comp.os.linux


Il nome "Slackware" deriva dal termine "Slack", come definita dalla Chiesa del SubGenio

Slackware tende a essere essenziale ed elegante. Se da una parte in molti approvano la scelta di escludere alcuni programmi e di adottare utilità semplificate in nome di snellezza e stabilità del sistema, altri tendono a sentire la mancanza di strumenti di configurazione a interfaccia grafica e di un sistema di pacchettizzazione più avanzato dell'essenziale set di strumenti chiamato pkgtool (forma contratta di Slackware Package Tool).

Essendo stata concepita per essere più unix-like possibile, Slackware è considerata un ottimo modo per imparare il funzionamento di GNU/Linux, tanto che i suoi estimatori usano dire: "When you know Slackware, you know Linux... when you know Red Hat, all you know is Red Hat."

Caratteristiche Tecniche

Init

Questa distribuzione rappresenta la prima raccolta di software libero basata su GNU/Linux, e da questa molte altre si sono originate, prima fra tutte SUSE. Inoltre presenta numerose differenze rispetto ad altre principali distribuzioni, quali la stessa SUSE, Red Hat (o il suo successore libero, Fedora), Debian e Mandrake. Tanto per cominciare, il sistema init adottato da Slackware non è il classico System V (in cui per ogni runlevel esiste una directory in cui sono raccolti gli script da eseguire in quel runlevel) ma BSD-like (in cui ogni runlevel ha uno ed un solo script di init). Ad ogni modo, dalla versione 7.1, Patrick Volkerding ha dato alla sua creatura una certa compatibilità con System V. Anche Gentoo usa un sistema init simile a quello di Slackware.


Pacchettizzazione

I pacchetti di Slackware sono in genere caratterizzati dall'estensione .txz (che dal ChangeLog dell' 8 maggio 2009 ha sostituito i pacchetti in .tgz). Si tratta di pacchetti compilati, e compressi in un archivio, secondo la loro posizione finale, una volta estratti nella directory di root (/) del sistema. Vi si può trovare, a volte, uno script (doinst.sh) che permette di eseguire alcune operazioni utili per il corretto funzionamento del pacchetto installato.

Sotto l'aspetto della creazione/installazione di nuovi pacchetti, c'è da segnalare l'esistenza di uno strumento che semplifica non poco il lavoro di amministratori di sistema e pacchettizzatori. Si tratta di Checkinstall

, che permette, una volta installato, di creare pacchetti (tgz, rpm o deb) direttamente dai sorgenti di un programma. In particolare, al posto del consueto comando ./configure && make && make install sarà sufficiente dare un ./configure && make && checkinstall, per avere a disposizione il pacchetto, pronto per essere installato nel sistema con i pkgtools (checkinstall permette di creare anche pacchetti .deb e .rpm, oltre che .tgz).




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