In Toscana si ferma la caduta produttiva

Mauro Goretti


Premetto subito che questo articolo non è il mio, ma serve a far capire come versa la mia amata Regione: la Toscana, una volta denominata "l'isola felice", regione ridotta a questi punti da politici che non si sono fatti scrupoli di niente, altrettanti sindacalisti privi di qualsiasi competenza,e, lasciatemelo dire anche da falsi imprenditori che di tutto sanno fare ma meno che gli imprenditori.


In Toscana si ferma la caduta produttiva, ma risalire sarà dura



Firenze - Si arresta la caduta produttiva in atto ormai da due anni in Toscana, anche se il risultato del terzo trimestre (-0,1% rispetto allo stesso periodo 2012) è frutto "solo" dei positivi risultati di tre grandi aziende (lavorazione dei metalli e farmaceutica), "dovuti a fenomeni transitori" - precisano Unioncamere e Confindustria Toscana che hanno effettuato l'indagine congiunturale - senza i quali il saldo sarebbe -1,3 per cento. È per questo che i commenti sono improntati alla prudenza: «I numeri mostrano che sarà una difficile ripresa – sottolinea Pierfrancesco Pacini, presidente di Confindustria Toscana – la doppia recessione si attenua, ma spetta al sistema economico e al sistema territorio consolidare questa tendenza, perché è ancora presto per capire se abbiamo di fronte una reale inversione del ciclo o solo una tregua insidiosa».

In linea con la produzione, anche il fatturato ritrova il pareggio con la stessa avvertenza del peso delle tre grandi aziende che «evidenzia la fragilità delle condizioni su cui si basa il miglioramento registrato nel trimestre». Si attenua anche la contrazione degli ordini (-0,4%): nel complesso il portafoglio ordini è in grado di assicurare 69 giorni di produzione, in aumento rispetto ai 63 giorni che risultavano dalle rilevazioni del terzo trimestre 2012.

«La risalita sarà difficoltosa non solo perché la crisi ha bruciato ricchezza e posti di lavoro – aggiunge Pacini - ma anche per i cambiamenti irreversibili in atto negli assetti e nella capacità produttiva, per gli ostacoli dovuti alla restrizione del credito e al super euro, ma soprattutto per il mercato interno che non accenna a ripartire, complice un caos fiscale pro-ciclico e vessatorio».

Il miglioramento del quadro congiunturale toscano è infatti, ancora una volta, legato soprattutto al traino della domanda estera, che si rafforza sia in termini di fatturato (+4,1%) che di ordini (+4%) e amplia il divario rispetto alla componente domestica. Sul fronte delle dimensioni, è positiva la dinamica delle medie imprese, mentre per le piccole l'attenuarsi della crisi non è sufficiente a far tornare in positivo produzione, fatturato, ordinativi e occupazione. Infine, riguardo ai settori, emerge la farmaceutica (+16,9%) seguita dai metalli (+3%), grazie agli effetti delle tre aziende di cui si è detto; e torna a crescere la meccanica (+2,7%) dopo sei trimestri in negativo.




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