Ultimi test della piattaforma di Baratto Italiano. La piattaforma è arrivata alle ultime fasi di collaudo ecco perché vi chiedo di non gettare via niente...............
La Centrale Idroelettrica. E' capitato a tutti,nel corso di qualche gita in montagna,di imbattersi in laghi artificiali provocati dallo sbarramento di una valle con una diga,fiancheggiati da una lunga tubazione in discesa lungo un ripido pendio;si tratta di impianti produttori energia elettrica,che sfruttano l'energia di caduta dell'acqua,impianti che prendono genericamente il nome di “centrali idroelettriche”. Cattura e raccolta delle acque. La centrale idroelettrica è così chiamata perché utilizza l'energia di caduta dell'acqua per produrre energia elettrica;il prefisso “ idro ” viene dal greco “ ydor ”,che vuol dire,acqua. Di solito l'idea di centrale idroelettrica si associa immediatamente all'ambiente montano. Ciò corrisponde alla realtà nei paesi che sono privi di grandi fiumi a portata d'acqua relativamente costante,ma le centrali idroelettriche,dove la situazione ambientale lo consente,si costruiscono ...
I pesci abissali. Zoologia marina. Talvolta le reti che i pescatori ritirano dal mare portano in superficie qualche pesce abissale,cioè qualcuno dei pesci che vivono anche al disotto dei 300 m di profondità. Sono animali dalle forme strane e mostruose:hanno bocche enormi e portano,quasi sempre,occhi grandi e sporgenti. Quando,nel secolo scorso,si cominciarono a studiare gli abissi marini ci si meravigliò di vedere questi animali quasi tutti muniti di occhi. Si pensava infatti che nelle tenebre delle profondità marine la vista non fosse un senso necessario;ma con successive ricerche ci si rese conto che il mare anche in profondità non è privo di luce. Molte specie di pesci posseggono organi luminosi con i quali producono luci fisse,ora guizzanti,e illuminano così l'ambiente in cui vivono;certe specie cieche sostituiscono invece la vista con un grande sviluppo degli organi tattili aventi l'aspetto di lunghi filamenti. Questi pesci sono poi d...
Perché si dice avere il cappello sulle ventitré. L'espressione nacque quando ancora il tempo veniva misurato con la cosiddetta “ ora italica ” [ in vigore fino all'800 ]: i quadranti degli orologi come quello di Paolo Uccello per la Basilica di Santa Maria del Fiore a Firenze erano divisi in 24 ore e l'ora zero corrispondeva al tramonto. Ciò significa che il variare delle stagioni, gli altri fenomeni celesti avvenivano in ore diverse, il mezzogiorno solare [la massima altezza del sole sull'orizzonte], coincideva per esempio, più o meno alle 19 in inverno e con le 16 in estate. Il sole negli occhi. Quella che cambiava meno con la stagione era invece la posizione del sole alle 23 , cioè un'ora prima del tramonto, molto bassa sull'orizzonte. Per ripararsi dai fastidiosi raggi solari si diffuse allora l'abitudine di piegare leggermente il cappello, in modo da sfruttare l'ombra della tesa. La necessità divenne vezzo e l'usanza di indossa...
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