Il codice lunare.




Il codice lunare.

Le missioni Apollo sono sempre state oggetto di un feroce dibattito tra
coloro che ne sostengono l'assoluta autenticità e chi le ritiene una bufala
colossale.  Ciò che invece è successo lo scorso 7 luglio sposterà l'attenzione
sugli aspetti informatici, con buona pace di tutti.  Infatti, l'ex stagista della
NASA, Chris Garry, ha pubblicato sul sito di condivisione GitHub tutti i
file del software di volo dell'Apollo 11, che erano stati inseriti nell'AGC 
(Apollo Guidance Computer).  Questi file sono stati iscritti in Assembly,
un linguaggio ormai superato perché molto difficile da leggere, ma i
programmatori dell'epoca dovettero sfornare migliaia di righe.
Già nel 2003, il ricercatore Ron Burkey aveva pubblicato il codice,
trascrivendolo dalle copie degli originali, messe online dal MIT.  Tuttavia
per molti sviluppatori c'era ancora qualcosa di non chiaro. Con l'operazione
di Chris Garry è stato tolto anche l'ultimo velo e immediatamente i
programmatori ci si sono tuffati dentro.  Un particolare interesse hanno
suscitato i commenti scritti all'interno del software dai programmatori
dell'epoca.  Come sappiamo, questi commenti servono a chiarire la funzione
di una certa parte del software. Invece, in questo caso, troviamo anche battute
e vari riferimenti all'epoca in cui sono stati redatti. Spulciando tra le varie
righe, si scopre anche una citazione di Shakespeare, tratta dal secondo atto,
scena quarta, del dramma storico Enrico VI.
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