Scienza. Il fulmine.
Scienza. Il fulmine.
Se una nube carica di elettricità è
vicino alla terra, questa, nella zona più prossima
alla nube, si carica di elettricità
contraria a quella della nube stessa; a cariche negative
corrispondono cariche positive e
viceversa. Ciò per un fenomeno fisico detto << induzione >>.
Fra la nube e la superficie della
terra, cariche di elettricità di segno contrario, si stabilisce
così una forte << differenza di
potenziale >>: le cariche negative tendono a precipitare
verso le positive. L'aria, attraverso
la quale le cariche elettriche devono scorrere, non è
però una buona conduttrice di
elettricità. Ma, gradatamente, una parte di essa subisce
l'influenza della presenza delle
cariche elettriche e diviene una discreta conduttrice; si
dice che viene << ionizzata >>.
Si forma così, nell'aria, una specie di percorso attraverso
il quale la corrente elettrica avrà la
possibilità di scorrere con maggiore facilità.
Lungo questa fascia di aria ionizzata
scocca allora, ad altissima velocità, una serie di
scariche elettriche in rapidissima
successione, così che appaiono al nostro occhio come
un'unica grande scarica: il fulmine.
Il fulmine generalmente scende dalla nube alla terra,
ma può anche salire dalla terra alla
nube. La sua direzione può essere riconosciuta
osservando l'andamento delle
ramificazioni, le quali sono sempre in direzione della scarica.
Anche fra parti diverse di una stessa
nube possono verificarsi forti differenze di potenziale,
quando in essa si creano vaste zone di
elettricità positiva contrapposte ad altre di elettricità
negativa. Fra le due parti della nube
scocca allora una scintilla: il lampo. Nei temporali,
le prime scariche elettriche che si
producono avvengono, nel 65% dei casi, all'interno
delle nube: sono lampi. Solo in un
secondo momento si producono i fulmini.
Il tuono.
Le scariche elettriche dei fulmini
producono naturalmente un'altissima temperatura,
così intensa che può essere
paragonata a quella esistente alla superficie del Sole.
Questo improvviso e fortissimo calore
fa violentemente dilatare l'aria circostante,
imprimendole forti vibrazioni. Si
producono così delle onde sonore che si espandono
fino anche a 20 km di distanza,
portando ovunque il caratteristico fragore del tuono.
Vi siete mai domandati perché quel
fragore ci giunge sempre con un certo ritardo, che
varia di volta in volta, rispetto alla
luce? Poiché la luce si propaga alla fantastica velocità
di 300 000 km al secondo, noi vediamo
il bagliore del fulmine una infinitesima frazione
di tempo dopo il prodursi della
scarica. Le onde sonore, prodotte al medesimo istante,
si propagano, invece, molto più
lentamente, poiché la velocità del suono è soltanto di
340 metri il secondo. Moltiplicando,
perciò, 340 metri per il numero dei secondo che
trascorrono fra l'istante in cui
vediamo il bagliore del fulmine e quello in cui sentiamo
il fragore del tuono, è possibile
conoscere a quale distanza si è prodotta la scarica.

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