La medicina sportiva.
La medicina sportiva.
I metodi di indagine.
L'arsenale delle indagini
medico-sportive si vale, infatti, di una vasta serie
di apparecchiature, più o meno
complesse, che valutano soprattutto le
condizioni cardiocircolatorie e
respiratorie dell'atleta. La ergometria ( la
valutazione del lavoro svolto) si
realizza, per esempio, con cicloergometri,
con vogatori e con tapis roulant,
sui quali i pazienti in esame
devono compiere
uno sforzo
controllato, prima, durante e dopo il quale si eseguono tutti i
rilievi
necessari
(elettrocardiogrammi, valutazioni spirometriche della capacità
polmonare,
esami del sangue,
delle urine e così via). In pratica, questa serie di esami deve
servire
per riconoscere
precocemente nell'atleta il passaggio dalla condizione fisiologica
a quella
patologica: e cioè, il primo manifestarsi di quell'esaurimento che
rivela
un insufficiente
adattamento dell'organismo alla fatica fisica. È proprio questo
segno di
deperimento organico che il medico sportivo deve scoprire.
Naturalmente la
medicina sportiva non si limita alla scoperta, seppure preventiva,
del deperimento
organico (a questo proposito, una maggiore serietà da parte
di talune
organizzazioni eviterebbe le cosiddette << tragedie dello sport
>>),
ma serve e anche
soprattutto da guida alla preparazione fisica degli atleti.
<<Bombe >< e droghe.
In campo sportivo
l'uso di additivi, le <<bombe >>, risale a molti anni
addietro,
quando gli atleti,
in particolare i corridori ciclisti, pur di alleviare la fatica,
ingerivano
medicinali che li
aiutassero a << tenersi su >>. Naturalmente si era
passati in breve
tempo all'uso
indiscriminato di farmaci la cui azione era immediata: alleviava
momentaneamente la
fatica, ma, con il trascorrere del tempo, provocava al fisico
traumi
dannosissimi. È stato a questo punto che la medicina sportiva ha
deciso di
intervenire,
bandendo dalla cassettina di pronto soccorso di ogni atleta quei
farmaci
il cui uso non
avrebbe fatto altro che accrescere sì una prestazione sportiva, ma
lasciando tali
tracce nel fisico che neppure un lungo periodo di disintossicazione
avrebbe forse mai
cancellato. Per chiarire meglio questo aspetto fondamentale del
problema della
<<droga >> nello sport, è forse il caso di fare un
esempio, semplice,
ma alquanto
significativo. La Federazione Internazionale di Atletica leggera ha
messo al bando gli
anabolizzanti. Che cosa erano gli anabolizzanti, e a chi giovavano?
Golosi consumatori
di ormoni steroidi (gli anabolizzanti appunto) erano tutti gli
atleti che si
dedicavano ai lanci: lanciatori del disco,del peso, del giavellotto,
e
quelli che
praticavano il sollevamento pesi o la lotta. Gli ormoni steroidi
hanno il
potere di
accrescere in un tempo limitatissimo la massa muscolare di un buon
dieci
per cento.
Solitamente vengono usati in chirurgia per rimettere in sesto chi
abbia
subito interventi
seri con conseguente diminuzione della massa muscolare.
Perché sono stati
messi al bando? Per il semplice motivo che l'aumento di peso
è così imponente
che le gambe, costruite per reggere un corpo più snello, non
lo sorreggevano
più, le ginocchia cedevano. Ecco un significativo esempio
dell'intervento
della medicina
sportiva.

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