Caterina da Siena. Storia medioevale.
Caterina da Siena. Storia medioevale.
Il 18 giugno 1376
giungeva alle porte di Avignone,in Francia,un'ambasciatrice
straordinaria della
Repubblica di Firenze. Nella città di Avignone,famosa per le
sue 40 torri,dentro un
immenso palazzo circondato da mura e da fossati come una
fortezza,risiedeva
allora il capo supremo della Chiesa Cattolica,il papa Gregorio XI.
Erano ormai passati 70
anni da quando il papa francese Clemente V aveva
trasferito in quella
città la sua sede,e invano gli Italiani e altri popoli cattolici
invocavano il ritorno
del Papato a Roma. Anche l'ambasciatrice di Firenze veniva
per chiedere al capo
della Chiesa di ritornare in Italia. I Fiorentini avevano scelto
la persona più adatta
per questo delicatissimo incarico:la donna da loro inviata
era giovane,ma già
famosa in tutta Italia per la sua virtù e per la sua saggezza;
si chiamava Caterina
Benincasa,ed era nata a Siena nel 1347. Caterina da Siena
stupì la corte papale
per la sua sapienza e per la sua umiltà,ma ancora più per il
coraggio e la
franchezza con cui rimproverò al Pontefice i troppi agi della vita
avignonese e le contese
politiche che allora dividevano la Chiesa cattolica. Caterina
supplicò a lungo il
Pontefice perché tornasse in Italia. I cittadini di Avignone,molti
cardinali e quasi tutta
la corte papale erano contrari alla partenza,ma Caterina
seppe superare ogni
ostacolo e finalmente il Papa fu convinto e si decise al ritorno.
Il 13 settembre
1376,Gregorio XI lasciò Avignone e dopo aver toccato con la sua
numerosa flotta
Genova,Portofino,Pisa e Livorno,accolto ovunque con grandi
manifestazioni di
esultanza,raggiunse le coste del Lazio. Il 17 gennaio dell'anno
successivo,Gregorio XI
era di nuovo a Roma. Il ritorno del Pontefice nella città
eterna fu l'atto
centrale,la missione più importante di Caterina da Siena. Ma questa
grande donna già altre
era intervenuta nell'agitata vita pubblica del suo tempo
e non aveva mai esitato
a presentarsi dinnanzi a principi,cardinali,capi di Stato e
di città per ottenere
la pace e la concordia dei popoli. Quando non poteva agire
di persona,Caterina
inviava delle lettere che ancora oggi vengono lette con
ammirazione per la loro
chiarezza e sopratutto per la loro forza di convinzione.
Non ebbe nemmeno paura
di affrontare tumulti popolari,come le accadde a Firenze
nel 1378.
La vita.
Caterina fu costretta
dalla vita agitata dei suoi tempi a intervenire nelle contese
politiche;ella lottò
costantemente per il rinnovamento morale della Chiesa. Con
ogni mezzo cercò di
allontanarla da ogni interesse politico e mondano per
chiamarla alla sua
funzione spirituale. Il desiderio di Caterina tuttavia sarebbe stato
quello di ritirarsi in un
convento a pregare e meditare. Questa vocazione le venne
fin dai primi anni di età.
Aveva appena 6 anni quando un giorno fuggì da casa in
cerca del deserto per fare
una vita di penitenza e imitare i santi eremiti di cui aveva
sentito parlare. Ma
poi,spaventata dal pensiero del dolore che avrebbero provato i
suoi cari,ritornò a casa.
A 7 anni giurò di consacrare la sua vita all'amore di Dio e
del prossimo,come aveva
comandato di fare Gesù. Suo padre era un modesto
tintore,che aveva
moltissimi figli. Caterina era la penultima nata,la ventiquattresima,
ed era la più amata di
tutti per la sua bontà. La madre specialmente le voleva molto
bene e Caterina le
obbediva sempre. Ma quando,ancora fanciulla,la madre le disse
che doveva prepararsi a
sposarsi,Caterina rispose che il suo desiderio era quello di
servire Gesù e di
diventare suora. A 14 anni infatti si tagliò i capelli e a 16 vestì
l'abito delle
“mantellate”,cioè delle
suore terziarie di San Domenico. Da allora,
Caterina
iniziò la sua vita di preghiera e di carità,cogliendo ogni
occasione per fare
del
bene. Visitava le case dei poveri per portare pane e
indumenti,entrava negli
ospedali
per confortare gli ammalati,assisteva i moribondi e,dovunque vi erano
persone
che soffrivano,Caterina portava la sua parola di conforto. Nel 1375
prestò
la sua
assistenza a Niccolò di Tuldo,un gentiluomo perugino che era stato
condannato
a morte per motivi politici. Il giovane era innocente e non voleva
morire.
Ma
Caterina andò da lui,gli fece coraggio,e Niccolò morì sorridendo
perché la
donna
gli era vicina. Caterina morì il 29 aprile 1380,a soli 33 anni. Fu
dichiarata
Santa
da papa Pio II nel 1461. Nel 1939 il papa Pio XII la proclamò
Patrona d'Italia,
assieme
a San Francesco d'Assisi. La festa di Santa Caterina da Siena si
celebra il
30
aprile.

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