Sala di Balia : Battaglia navale tra i Veneziani e gli Imperiali


Mauro Goretti e Aramini Parri Lucia


Sala di Balia : Battaglia navale tra i Veneziani
e gli Imperiali

Questa sala,divisa in due sezioni da un arco,prende il
nome dal Collegio dei Magistrati di Balia che vi teneva
le proprie adunanze ed è interamente ricoperta di
affreschi. Le volte,fino alle cornici,furono affrescate
nel 1407-1408 dal pittore senese Martino di Bartolomeo
che suddivise il soffitto in sedici vele triangolari e vi
ritrasse,in ognuna,una virtù a mezzo busto;sono
queste Virtù delle soavi figure femminili,che ricordano
vagamente la pittura di Ambrogio Lorenzetti e
costituiscono forse l'opera più bella di Martino di
Bartolomeo. L'arco che attraversa la sala ospita
le figure dei Quattro Evangelisti e sei busti di
imperatori e guerrieri,mentre sui pilastri si
trovano altre figure minori di Virtù. Sulle pareti
e sulle lunette sopra l'arcone si svolge invece
un ampio ciclo di affreschi eseguiti nel 1408
da Spinello di Luca da Arezzo,detto l'Aretino
(1346-1410 circa),e raffiguranti le gesta del
pontefice Alessandro III, appartenente alla
famiglia senese dei Bandinelli,animatore della
Lega Lombarda e vincitore di Federico Barbarossa.
E' questo uno dei rari esempi dell'attività di
un pittore non senese a Siena,ma l'Aretino
era ben noto nella città perché fin dal 1404
era stato chiamato dall'Operaio del Duomo,
messer Caterino di Corsino,a dipingere in
cattedrale. Questi affreschi rappresentano
l'ultima importante opera dell'artista che si
avvalse della collaborazione del figlio Parri,
allora ventenne,e appartengono ancora alla
lunga tradizione trecentesca,dominata dalla
figura e dall'operaio di Giotto. Dalla Sala di
Balia,attraverso uno scalone,si può salire
alla grande Loggia,aperta su quattro pilastri,
dove sono conservati gli avanzi della Fonte
Gaia del senese Jacopo della Quercia.
I due preziosi scomparti di predella
raffiguranti:"San Bernardino che predica
nel Campo"e "La miracolosa liberazione
di Genuzia dal demonio durante le esequie
di San Bernardino",furono portati nel Palazzo
Pubblico dalla Galleria dell'Accademia
durante la prima metà dell' 800 e sono
oggi,tutt'ora conservati nella Sala dei
Pilastri che si apre difronte a quella della
Pace. Ne è autore Neroccio di Bartolomeo
Landi (1447-1500) e appartengono forse al
periodo giovanile dell'artista. Ne è conosciuta
infatti la datazione della predella,ma un
indicazione è data dal primo pannello,dove
è stato riprodotto il prospetto del Palazzo
Pubblico con la Cappella di Piazza prima
delle aggiunte apportatevi dal Federinghi
nel 1468. 

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