I personaggi di Roma che hanno fatto la Storia.

Mauro Goretti

I personaggi di Roma che hanno fatto la Storia.

Romolo e Remo.

La saga di Romolo e Remo non sembra essere una leggenda nata per motivi politici e ideologici, come si è a lungo creduto, ma è piuttosto un mito indigeno molto antico, nato all’inizio del VI secolo a. C., o addirittura ancora prima, come mito popolare ufficialmente riconosciuto sorto intorno alla figura reale del fondatore della città, chiunque egli fosse.  Elemento non trascurabile a favore di questa tesi è il mito stesso, che era un’arma ideale per la propaganda antiromana più che per l’esaltazione delle proprie origini, con la figura del fondatore che, oltre a essere fratricida, aveva anche procurato le spose (le sabine), per sé e per i suoi, con il rapimento.  Nel corso dei secoli i romani cercarono di sfumare e modificare gli aspetti più crudi della tradizione (Remo era stato ucciso, involontariamente, non da Romolo ma da un suo compagno e le sabine, tutte nubili, erano rimaste virtuose fino al giorno delle regolari nozze), ma di fatto non riuscirono mai a liberarsene.  La fondazione di Roma, come atto deliberato compiuto da un re sacerdote per dare una forma organizzata, stabile e definita dal punto di vista territoriale, ma anche religioso, all’abitato protostorico, è stata dimostrata con la scoperta, alle pendici del Palatino, delle tracce di una palizzata lignea, di mura e di fossati, resti dei materiali dei primi interventi urbanistici di definizione della città databili intorno al 725 a. C., una data non troppo lontana da quella tradizionale del 754/753 a. C.  In onore della moglie, Enea avrebbe fondato la città di Lavinio, mentre a suo figlio si deve la fondazione di Alba Longa.  Dopo molte generazioni e numerosi sovrani, alla morte del re Proca, i suoi figli, Numitore e Amulio, si divisero l’eredità: al primo rimase il trono, mentre il secondo scelse il favoloso tesoro che Enea aveva portato da Troia.  Amulio, non pago delle sue ricchezze, riuscì a usurpare il trono e costrinse la nipote, Rea Silvia, alla castità perpetua come sacerdotessa di Vesta; la giovane donna, però, sedotta dal dio Marte, partorì due gemelli.  Nel tentativo di eliminare i neonati, il perfido Amulio li fece gettare nel Tevere in piena; ma la casta che li conteneva si arenò nel fango e una lupa, uditi i vagiti dei piccini, li nutrì fino all’arrivo del pastore Faustolo, che lì allevò come suoi figli, chiamandoli Romolo e Remo.

Pompeo.

Dopo il trionfo di Pompeo in Asia, l’attività edilizia a Roma subì una notevole trasformazione e divenne l’espressione di una generosità senza limiti che mirava a catalizzare il consenso popolare intorno alla persona del munifico costruttore, avviando così un sistema di propaganda politica che sarà poi utilizzato da tutti gli esponenti più in vista della classe senatoria.  Tra il 61 e il 55 a. C. Pompeo fece edificare, in Campo Marzio, un enorme complesso che comprendeva, oltre alla sua residenza privata, un teatro e un portico ornato da statue, opera di artisti greci.  Una grande esedra rettangolare, che si apriva sul lato opposto al teatro e nella quale era una statua di Pompeo, era destinata alle riunioni che il senato teneva al di fuori del pomerio; sarà proprio questo il luogo dell’assassinio di Cesare.  Il grandioso intervento edilizio di Pompeo diede a Roma il suo primo teatro stabile in muratura, costruito in opera reticolata e capace di contenere oltre quindicimila spettatori.  Un tempio dedicato a Venere, eretto sulla sommità della cavea, si inseriva in una tradizione,diffusa in Italia già da oltre un secolo, che legava strettamente gli spettacoli al culto; inoltre, facendo apparire la cavea come gradinata di accesso all’edificio sacro era possibile aggirare il divieto dei censori che avevano fino ad allora impedito l’edificazione di teatri in muratura nell’Urbe.  Nel grande complesso costruito in Campo Marzio vi era anche una suntuosa villa, nella quale Pompeo soggiornava durante la sua permanenza a Roma; poiché rivestiva quasi in continuazione il potere proconsolare, infatti, egli non poteva entrare all’interno del pomerio.  Nella curia annessa al complesso, si svolgevano le sedute del senato nelle quali era richiesta la presenza di Pompeo, così che per la prima volta i senatori si riunivano nella proprietà di un privato cittadino.

Post popolari in questo blog

Gli Scozzesi,usanze,costumi e tradizioni.

Com'è fatta un'automobile.

I Merovingi, Carolingi, Capetingi. Storia.