MANOVALI DEL MARE.
MANOVALI DEL MARE
Le notizie più
consistenti sulle strutture adibite alle costruzioni navali
riguardano, come è facile
immaginare, le
principali Repubbliche Marinare della Penisola: Venezia e Genova.
La città lagunare
disponeva di due diverse tipologie di organizzazione delle strutture
cantieristiche: i
cantieri pubblici, ovvero l'Arsenale, dipendente direttamente dallo
Stato, e quelli
privati, gestiti
da maestri autonomi. La costruzione di grandi navi mercantili, di
chiatte o di barche
di pesca ponevano
infatti problemi economici del tutto differenti tra loro. In ragione
della varietà
della sua
produzione, l'industria navale veneziana si organizzava in maniera
diversa dall'interno
delle proprie
imprese. La tipologia delle imbarcazioni rifletteva le condizioni
politiche e
commerciali della
navigazione: galere leggere da combattimento, grandi galere per il
commercio o
la guerra, grandi
vascelli mercantili per i viaggi di lungo corso, piccole imbarcazioni
mercantili
per la navigazione
lungo la costa o fluviale. La conoscenza delle loro specificità è
fondamentale
per la
comprensione della relativa organizzazione produttiva. L'Arsenale,
struttura dipendente
dello Stato, era
il grande centro di costruzione delle galee ( poi “galere”),
mentre raramente da
esso uscivano
imbarcazioni commerciali ( di competenza dei cantieri privati): il
suo scopo
principale,
infatti, era quello di costruire le navi da guerra. I grandi vascelli
mercantili
costituivano
soltanto una piccola parte della flotta di un porto come quello di
Venezia. Per
equipaggiare la
flotta da guerra occorreva un'organizzazione permanente e meno
precaria delle
formule societarie
caratteristiche dei cantieri privati, ma, nonostante la precoce
fondazione
dell'Arsenale (
risalente al 1104), la necessità di una produzione su scala
industriale non si fece
realmente sentire
fino al XVI secolo, epoca in cui la Marina veneziana raggiunse il suo
apogeo.
Nei primi secoli
di vita del cantiere statale, pur non mancando le costruzioni di
nuove imbarcazioni,
aveva nettamente
prevalso il ruolo di deposito di macchinari da guerra e di ricovero e
riparazione
delle navi. Tra il
1303 e il 1325 la superficie occupata dall'Arsenale venne
quadruplicata, in
quanto,
a partire da quest'epoca, il
Comune di Venezia cominciò a farvi costruire anche grandi
galee commerciali
da affittare ai mercanti che ne avessero fatto richiesta. Fin dalle
origini, si
trattava in ogni
caso di un vero e proprio complesso industriale, caratterizzato dalla
più completa
integrazione
dei vari aspetti produttivi.
Per le sue dimensioni e per l'enorme quantità di personale,
esso colpì la
fantasia degli scrittori, a partire da Dante, che ne dipinse
l'incessante e frenetica
attività,con il
suo gran numero di persone.
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